L’impresa familiare, uno strumento di pianificazione fiscale (e previdenziale) – Parte 2

La volta precedente abbiamo accennato all’istituto dell’impresa familiare attribuendo ad esso un’innegabile mezzo di pianificazione fiscale e previdenziale della famiglia.

Come sappiamo l’imposizione fiscale è informata a criteri di progressività dell’imposta, ragion per cui più è alto il reddito e tanto maggiore sarà l’aliquota per scaglioni di reddito.

L’impresa familiare può risultare vantaggiosa per mitigare la progressività dell’imposta a parità di reddito in quanto l’art. 5 comma 4 del tuir, dispone che “  i redditi delle imprese familiari…..omissis…limitatamente al 49% dell’ammontare risultante dalla dichiarazione dei redditi dell’imprenditore, sono imputati a ciascun familiare che abbia prestato in modo continuativo e prevalente la sua attività di lavoro nell’impresa, proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili”.

Pertanto quando un familiare partecipante all’impresa familiare sia privo di altri redditi se non quello derivante dalla partecipazione all’impresa medesima, egli senz’altro partecipa ad abbattere l’imposizione complessiva del reddito dell’impresa familiare; infatti il reddito viene suddiviso fra i partecipanti, abbattendo quindi la progressività dell’imposta.

Dal punto di vista previdenziale il familiare partecipante all’impresa, nel caso di attività di commercio o artigiana, deve essere iscritto alla gestione inps della categoria di appartenenza, garantendosi quindi una copertura previdenziale.

I contributi previdenziali tra l’altro costituiscono oneri deducibili dalla dichiarazione dei redditi del titolare dell’impresa se egli non ha esercitato la rivalsa, o altrimenti nella dichiarazione dei redditi del familiare collaboratore se invece il titolare abbia esercitato la rivalsa.

 

L’impresa familiare, uno strumento di pianificazione fiscale (e previdenziale) – Parte 1

L’impresa familiare è un potente strumento a disposizione dell’imprenditore per pianificare, legittimamente, l’imposizione fiscale “familiare” e perché no, anche uno strumento per pianificare il futuro previdenziale della famiglia.

L’art 230 bis che disciplina l’impresa familiare non ne offre una particolare definizione, ma stabilisce soltanto che il familiare che “presta  in modo continuativo la sua attività di lavoro,   nella famiglia  o nell’impresa familiare ha diritto al mantenimento secondo la condizione patrimoniale della famiglia e partecipa agli utili dell’impresa familiare ed ai beni acquistati con essi nonché agli incrementi dell’azienda, anche in ordine all’avviamento, in proporzione alla quantità e qualità del lavoro prestato”; se ne deduce che si ha un’impresa familiare a prescindere da qualsiasi formalità di costituzione, ma con il semplice “comportamento concludente”, ovvero é sufficiente  per la sua sussistenza che un familiare presti l’attività  in modo continuativo nell’impresa.

Per familiare deve intendersi il coniuge, i parenti entro il terzo grado (in linea retta genitori, figli nipoti e pronipoti, in linea collaterale zii, fratelli e nipoti)  e gli affini entro il secondo grado (suoceri, nuore, generi e cognati).

Secondo la dottrina e la giurisprudenza maggioritaria, l’impresa familiare mantiene lo status di impresa individuale, e pertanto i familiari collaboratori non hanno né gli stessi diritti, né gli stessi obblighi e responsabilità dei soci delle società personali; pertanto è da escludere che un familiare dell’imprenditore possa essere ritenuto responsabile per i debiti contratti da quest’ultimo.

Per motivi squisitamente tributari, ovvero per fare in modo che agli occhi del fisco l’impresa familiare acquisti valenza anche tributaria, è necessario che la sua costituzione avvenga mediante “atto pubblico o scrittura privata autenticata anteriore all’inizio del periodo d’imposta”.

Prossimamente vedremo i vantaggi fiscali di questo istituto ed anche che cosa si intende per pianificazione previdenziale.