La detraibilità dell’iva – Un concetto apparentemente semplice parte 3

Nei precedenti articolo si é trattato del tema riguardante l’esercizio del diritto alla detrazione dell’iva ed ora é il caso di terminare l’argomento, procedendo ad esaminare i termini di registrazione delle fatture.

Riepilogando brevemente quanto precedentemente trattato, abbiam odetto che la detraibilità dell’iva presuppone che:

  • l’imposta è divenuta esigibile
  • si é nel possesso materiale del documento.

Il termine di registrazione della fatture é stabilito dall’art. 25 del DPR 633/72 che lo individua nella scadenza del termine di presentazione della dichiarazione iva relativa all’anno di ricezione della stessa.

Poniamo il caso che un contribuente abbia ricevuto una fattura nel 2018 che riguardi un’operazione iva divenuta esigibile nel 2017. In tal caso il contribuente può esercitare il diritto alla detrazione iva nel 2018 (anno in cui, detto contribuente, ha il possesso materiale della fattura); se, detto contribuente non ha registrato la fattura nel 2018, computandola nelle liquidazioni periodiche nell’anno, potrà registrarla al più tardi entro il 30.04.2019 ma in tal caso, come precisato dalla Circolare ADE N.1 del 17.01.2018, la registrazione dovrà avvenire in un’apposita sezione iva relativa a  tutte le fatture ricevute nel 2018.

La stessa circolare afferma che é possibile adottare altre soluzioni informatiche rispetto alla registrazione delle fatture in un apposito sezionale, ” a condizione che le stesse garantiscano tutti i requisiti per una corretta tenuta della contabilità”.

 

la detraibilità dell’iva, un concetto apparentemente semplice – parte2

In un precedente contributo ho affrontato il tema dell’esigibilità dell’iva, ovvero il momento a partire dal quale l’iva diviene:

  • escutibile da parte dell’erario nei confronti del soggetto che ha effettuato l’operazione;
  • detraibile da parte del soggetto nei confronti del quale l’operazione è stata effettuata.

Definito il dies a quo  dal quale nasce il diritto alla detrazione dell’iva, occorre stabilire entro quale termine detto diritto può essere esercitato.

A norma dell’art. 19 del DPR 633/72 il diritto alla detrazione dell’iva può essere esercitato “al più tardi” nella dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto è sorto.

Si è già detto che comunque per esercitare il diritto alla detrazione dell’iva occorre possedere materialmente la fattura e pertanto, per fare un esempio pratico, possiamo immaginare le seguenti casistiche:

  • Iva divenuta esigibile nel 2017 e fattura ricevuta nel 2017, il diritto alla detrazione dell’iva deve essere esercitato entro il 30.04.2018 (scadenza della dichiarazione iva);
  • Iva divenuta esigibile nel 2017 e fattura ricevuta nel 2018, il diritto alla detrazione deve esercitato entro il 30.04.2019.

Quanto suddetto è la posizione dell’Agenzia delle Entrate espressa nella circolare 1/2018 in accordo con le disposizioni normative dell’Unione Europea.

Conviene ricordare un piccolo particolare che riguarda il caso della procedura di regolarizzazione che deve essere eseguita , per evitare le sanzioni,  dal soggetto cessionario o prestatore che, a fronte di una operazione iva  eseguita nei propri confronti, non ha ricevuto la fattura o la fattura risulta irregolare.

Il malcapitato contribuente a norma dell’art. 6 comma 8 del D.lgs. 471/1997, se non ha ricevuto la fattura entro quattro mesi dall’effettuazione dell’operazione, deve entro il 30 giorno successivo:

  • Emettere un’autofattura in duplice copia contenente le indicazioni prescritte dall’art. 21 DPR 633/72;
  • Procedere al versamento dell’imposta o della maggiore imposta con il modello F24;
  • Presentare la fattura e la copia del versamento al competente ufficio dell’Agenzia.

Se invece ha ricevuto una fattura irregolare (ad es. un ‘operazione “sottofatturata”) deve, entro il trentesimo giorno successivo alla registrazione, eseguire le fasi di emissione dell’autofattura, versamento dell’iva e presentazione della fattura all’ufficio competente  prima viste.

Pertanto nel caso in cui  un soggetto, a fronte di un’operazione iva effettuata nel 2017 che non è stata fatturata o è stata fatturata irregolarmente, ha eseguito la regolarizzazione nel 2017, potrà nel medesimo anno  detrarre l’iva pagata, mentre se la regolarizzazione è stata eseguita nel 2018, solo in quell’anno potrà detrarre la relativa iva-

La prossima volta verrà affrontato il tema della registrazione delle fatture.

la detraibilità dell’iva, un concetto apparentemente semplice – parte 1

Il DL 50/2017 ha modificato le regole di detraibilità dell’iva e di registrazione delle fatture di acquisto e la circolare dell’Agenzia Delle Entrate N.1 del 17.2.2018 h cercato di fare un pò di chiarezza.

In questo breve contributo vediamo in particolare quando nasce il diritto alla detrazione dell’iva .

Anzitutto occorre precisare che l’imposta sul valore aggiunto é un imposta “armonizzata” nell’unione europea e pertanto le norme nazionali devono essere conformi alla disciplina comunitaria.

I principi fondamentali che regolano il diritto alla detraibilità dell’iva si rinvengono nell’art. 167 e 168 della direttiva 2006/112/CE che si possono così sintetizzare:

1.Il diritto alla detrazione dell’iva sorge quando l’imposta diviene esigibile. Per esigibilità dell’imposta si intende il momento a partire dal quale l’erario possa far valere, nei confronti del debitore,  la sua pretesa al pagamento, anche se detto pagamento possa essere differito .

il dies a quo a partire dal quale l’imposta diviene esigibile, dipende dalla natura delle operazioni sottostanti, ovvero, salvo casi particolari, nelle seguenti circostanze:

– Nel caso di cessione dei beni all’atto della spedizione o della consegna degli stessi; se comunque, antecedentemente alla consegna o alla spedizione, sia stato pagato in tutto o in parte il corrispettivo o sia stata emessa la fattura, l’operazione si considera effettuata per la parte pagata o fatturata.

– Nel caso di prestazioni di servizi, all’atto del pagamento del corrispettivo in tutto o in parte (acconti sul prezzo); anche qui se antecedentemente al pagamento sia stata emessa comunque la fattura, l’operazione si considera effettuata per la parte fatturata.

In tutti i casi anzidetti l’imposta diviene “esigibile” ovvero l’erario può pretendere verso il debitore (ovvero verso il cedente o il commissionario ) il pagamento dell’imposta, e l’imposta diviene anche detraibile da parte del cessionario o del committente.

2.  il diritto alla detrazione dell’iva compete nella misura in cui i beni e i servizi sono impiegati ai fini di sue operazioni seggette ad imposta; il concetto appena espresso afferisce a quello di “inerenza” che é proprio dell’iva e che in parte differisce dal concetto di inerenza proprio delle imposte sui redditi. Infatti in ambito iva, il concetto di inerenza deve rispettare due fattispecie:

  • L’inerenza rispetto all’attività esercitata dall’impresa o dal professionista; é il caso delle autovetture, per esempio, dove ex lege l’iva sui relativi costi é detraibile solo in parte, sul presupposto che l’autovettura é solo parzialmente inerente all’attività d’impresa;
  • che a valle siano effettuate operazioni imponibili; infatti nel caso in cui il contribuente eserciti un’attività in tutto o in parte esente da iva, allora a monte potrà detrarre l’iva nella misura in cui siano svolte in tutto o in parte attività anche imponibili (vedi pro rata di detraibilità).

3. il contribuente deve possedere materialmente la fattura o il documento equipollente relativo a quella determinata fattura.

Per cui, devono ricorrere tutti questi presupposti affinché il contribuente possa esercitare il diritto alla detrazione dell’iva.

In un prossimo contributo, sarà trattato il problema riguardante i termini per esercitare il diritto alla detrazione e i termini di registrazione delle fatture.

 

Regime premiale per i congrui e coerenti con gli studi di settore

L’agenzia delle entrate, nel corso di telefisco 2018, ha chiarito che il beneficio consistente nella riduzione di un anno dei termini di decadenza degli accertamenti per i soggetti congrui e coerenti con gli studi di settore, opera non solo con riguardo alle eventuali rettifiche dei redditi d’impresa o di lavoro autonomo, ma anche alle altre tipologie di redditi possedute dal contribuente, ovvero ad esempio i redditi di locazione e i redditi diversi. (Risposta dell’agenzia delle entrate a telefisco 2018)

Diego Torresi

Interventi di recupero edilizio – conferme per i familiari conviventi

Nel corso di telefisco 2018, l’Agenzia delle entrate ha ribadito quanto già contenuto nella circolare del 04/04/2017 n . 7, ovvero che la detrazione Irpef per gli interventi di recupero edilizio spetta al convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento.

Lo status di convivente dele sussistere:

– al momento in cui si attiva la procedura;

– ovvero, per i detentori, alla data di inizio dei lavori.

Diego Torresi

Bonus verde

Il “Bonus verde”, introdotto dall’art.1 co. 12 della L.2015/17, é un’agevolazione che consiste nella detrazione Irpef del 36% delle spese sostenute per i seguenti interventi:

  • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi
  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

La detrazione va ripartita in dieci quote annuali di pari importo e va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo, comprensivo delle eventuali spese di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi.

Il pagamento delle spese deve avvenire attraverso strumenti che consentono la tracciabilità delle operazioni (per esempio, bonifico bancario o postale).

che consiste int una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute per

– La sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;

– La realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

Tra le spese agevolavibili (Telefisco 2018) rientrano anche quelle di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione dei suddetti interventi.

La detrazione va ripartita in dieci quote annuali di pari importo e va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo comprensivo delle eventuali spese di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi.

Il pagamento delle spese deve avvenire attraverso strumenti che consentono la tracciabilità delle operazioni (per esempio, bonifico bancario o postale).

Il limite di spesa su cui calcolare la detrazione ( Telefisco 2018) é riferito ad ogni unità immobiliare oggetto dell’intervento;  pertanto in caso di interventi che riguardano la singola unità immobiliare e le parti comuni di un edificio residenziale la detrazione spetta su due distinti limiti di 5000 euro ciascuno.

Diego Torresi